La strada vicinale del Pian

Dopo il lavoro sui nomi storici delle zone di Pieve Ligure vorrei approfondire la mia ricerca sul territorio andando a percorrere alcune strade pubbliche poco conosciute, ma che, a mio avviso, sono di rilevante importanza. Strade dimenticate, quindi, che meriterebbero di essere valorizzate.

Comincio dalla strada vicinale del Pian perché ritengo che sia strategicamente importante per chiunque decida di fare una passeggiata lungo i bellissimi sentieri del Golfo Paradiso senza dover raggiungere con i mezzi Pieve Alta o San Bernardo.

Partendo dalla stazione di Pontetto, infatti, permetterebbe di arrivare nel cuore dei sentieri in quattro e quattr’otto.

Certo con un po’ di fatica, vista la pendenza, ma farebbe risparmiare molto tempo a chi, per esempio, è interessato a raggiungere velocemente Santa Croce.

Cercherò di spiegarne il percorso, ma sappiate che al momento non è facilmente praticabile per due motivi: primo a causa della maleducazione di chi l’ha trasformato in una sorta di discarica, secondo perché i proprietari delle zone circostanti hanno messo alcuni blocchi per evitare il passaggio dei cinghiali.

A tal proposito mi scuso in anticipo con i proprietari dei terreni in cui, involontariamente, io possa essermi trovato a passare, cercando di seguire il tracciato della vicinale.

Prima di cominciare è doveroso precisare che una strada vicinale è una strada di proprietà privata soggetta a servitù di uso pubblico.

Detto questo possiamo metterci in cammino.

Partendo dal lato ponentino di Pieve Bassa si deve salire la prima scalinata di via alla Chiesa. Arrivati alla fine, dopo un brevissimo tratto in salita, si incontra un bivio sul lato monte: quello è l’ingresso dalla Taverna (ossia da via alla Chiesa) della vicinale del Pian.

Percorsa la salita che porta alla fine della strada carrabile Campodonico si incontra un cancelletto messo per bloccare i cinghiali.

Oltrepassato questo primo ostacolo si sale di qualche metro e si incontra un ulteriore blocco per i cinghiali, questa volta si tratta di una lamiera.

Una volta che si ha lasciato alle spalle la lamiera si prosegue salendo fino a raggiungere un cancelletto di metallo.

La lamiera vista dall’alto

Superato questo nuovo ostacolo si sale la scala fino a un altro cancelletto di metallo.

Tra i due cancelli c’è una parte del sentiero fangosa dove l’erba è alta. Qui sono scivolato (aggiungo questo commento inutile, con una punta di ironia, perché tra tutti i posti che ho percorso dove davvero era facile scivolare ho preso una sederata praticamente da fermo).

Il primo dei due cancelli dall’alto
Il punto in cui sono scivolato 🙂
L’ultimo cancello per bloccare i cinghiali

Da ora comincia la parte che è stata purtroppo trasformata in una discarica.

Oltrepassato il cancelletto, un po’ in disparte e nascosto tra il fogliame, è stato posizionato da un anonimo benefattore un water, nel caso qualche viandante avesse necessità corporali.

Dopo la sosta W.C. si procede salendo con difficoltà tra sassi (molti) e spazzatura (non molta, ma ugualmente troppa).

Il sentiero sarebbe gradevole, con a sinistra il bosco e a destra un muretto, oppure stretto tra due muretti.

Peccato che i ciottoli a terra non permettano di guardarsi intorno per godere del paesaggio.

La tipica Crêuza

Dopo un tratto la cui lunghezza non saprei quantificare (perché al momento ero più preoccupato a non scivolare che a misurare le distanze), si trova l’angolo ristoro, sempre gentilmente offerto da qualche anonimo benefattore che ha qui messo a disposizione della comunità la sua vecchia cucina.

Tenete conto che sto descrivendo il sentiero dal basso verso l’alto, ma in realtà io l’ho percorso dall’alto verso il basso (altrimenti non so se sarei riuscito a capirne il tracciato).

Dico questo perché a un certo punto mi sono trovato di fronte a un blocco naturale (foto sotto) in mezzo al quale mi sono inoltrato, accucciandomi per passare dove sono passati prima di me i cinghiali, ma che avrei potuto tranquillamente evitare se mi fossi spostato per un breve tratto nel bosco.

Ebbene sì, sono passato lì in mezzo, con addosso un piumino che per miracolo non è stato rovinato dai rovi

La natura per fortuna non considera l’inciviltà della gente, e tra la discarica sono nati dei funghi.

Da questo punto in poi c’è poco da scrivere, perché la parte finale del sentiero richiede solo un po’ di pulizia, ma è facilmente percorribile.

All’inizio (o alla fine) del sentiero c’è anche un cartello mezzo arrugginito che ricorda a tutti che è vietato gettare i rifiuti solidi lungo il sentiero.

E finalmente siamo arrivati al Cisternone del Pion a 172 metri sul livello del mare.

Da questo bivio si può salire verso la bella strada panoramica che porta a San Bernardo (in pochi minuti si è dalle piante grasse, ossia all’imbocco del sentiero direttissimo per Santa Croce).

Oppure, come dice il cartello, entrando in via Consiglieri si può andare verso Pollarola.

Se invece si procede verso Bogliasco, lungo al sentiero in mezzo al bosco, si raggiunge il lavatoio del Rio Scarpe.

I metadati delle varie fotografie che ho scattato mi dicono che ho impiegato 25 minuti per scendere dal cisternone di via Consiglieri e arrivare all’inizio di via alla Chiesa.

Con il sentiero pulito (e reso percorribile) stimo che per percorrere l’intera strada vicinale del Pian bastino 5 minuti a scendere e una decina a salire.

Per ora è tutto.

Alla prossima

D.

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Pubblicato da lincredibilestoria

Sono nato a Genova nel 1973 e vivo a Pieve Ligure, nel Golfo Paradiso, con mia moglie e i miei due figli. Laureato in Economia Marittima e dei trasporti sono impiegato nel settore del commercio. Appassionato di musica negli anni 90 ho realizzato con due amici il primo sito web dedicato a Lucio Battisti. Il mio romanzo “L’incredibile storia di Marrazzo che non credeva ai fantasmi” (LFA Publusher, 2019) è stato finalista della seconda edizione del concorso “Romanzi in cerca di autore” realizzato da Passione Scrittore con Mondadori Store e Kobo Writing Life. “Frammenti di razionale confusione” (New-Book Edizioni, 2020) ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria del secondo Concorso Letterario New-Book Edizioni. Nel 2020 un mio racconto dal titolo "Vicoli" viene incluso nella collana "Racconti liguri. Vol. 2" (Historica Edizioni EAN: 9788833372013) grazie al concorso indetto dalla Historica Edizioni "Racconti liguri 2020". Il primo volume dell'antologia "Un Natale Horror 2020" (ISBN 9798581288856 - letteraturahorror.it) contiene un mio racconto dal titolo "Alcune distrazioni". Nella raccolta "Corde, delitti e altri misteri" (ISBN ‎ 979-8784705129 - #autorisolidali, dicembre 2021) è incluso un mio racconto dal titolo "La ragazza della cisterna di Ponte Vecchio". "Il racconto di un piccolo cane" appare nell'antologia "Letteratura per il nuovo millennio" (ISBN 978-88-946367-8-9 - QUIA Edizioni, giugno 2022). "Storie di treni, di stazioni e di esplosioni" è inserito nella raccolta della ivvi.it "Scrittori italiani, libro rosso" (settembre 2022). Nel novembre del 2022 la Brè Edizioni pubblica "C'era una volta Lorenzo - Gli ultimi istanti di un uomo sbagliato" (ISBN-13 ‏ : ‎ 979-1259702838), finalista della sesta edizione dell’iniziativa letteraria Fai viaggiare la tua storia, organizzata da Libromania con De Agostini Libri. Dalla collaborazione con il Centro Studi Storie di Jeri, che si occupa di storia locale inerente ai comuni di Bogliasco, Pieve Ligure e Sori, nasce la pubblicazione del saggio "La favola del castello di Pieve Ligure" nel XV Volume dei Quaderni di Storia Locale (Novembre 2023). La giuria del Premio Letterario Internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria ha scelto il racconto "Dall’alba al tramonto" per essere inserito nell’antologia dedicata al centenario calviniano dal titolo Camminando sul sentiero dei nidi di ragno (De Ferrari, EAN 9788855036320, Dicembre 2023). Il 6 luglio 2024 a Trecastagni in provincia di Catania "Andrà tutto bene" è stato premiato come miglior racconto thriller/noir della III Edizione del "Premio Letterario Notte Noir" organizzato da "Charm of Art" e "Thriller NORD" e inserito nell'antologia "Notte noir e non solo". Nel settembre del 2024 il Centro Studi Storie di Jeri pubblica il mio saggio "I corsi d’acqua di Pieve Ligure" nel XVI Volume dei Quaderni di Storia Locale. Il 15 ottobre 2024 la Delos Digital pubblica una raccolta di brevissimi racconti dal titolo "365 racconti gialli, thriller e noir" (ISBN: 9788825429657) che include il mio "La forma dei pensieri". Nel maggio del 2025 la Montag pubblica nella collana Le Fenici "Mondo piccolo, tre racconti di piccoli mondi e di mondi piccoli"' (ISBN: 9788868928704), che contiene: "Piccolo mondo", "Quel bene comune chiamato strada" e "La confessione di Mario T, di professione editore (o presunto tale)".

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