Quaderni di Storia Locale
A cura del Centro Studi “Storie di Jeri”
Bogliasco, via Mazzini 167
Per informazioni, o per acquistare i volumi disponibili, potete scrivere a storiedijeri@gmail.com
Il secondo volume purtroppo è esaurito. Tuttavia è possibile consultarlo gratuitamente grazie al sito www.yumpu.com cliccando qui.
Di seguito potete trovare alcuni estratti dei vari saggi.
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La scuola a Poggio Favaro
di PIERINO BONIFAZIO
L’esistenza di alcuni documenti, che testimoniano la “difficile” appartenenza di Poggio Favaro al Comune di Pieve di Sori, potrebbe indurre a ipotizzare che l’istituzione della scuola comunale di Poggio Favaro possa essere stata una iniziativa del Comune di Pieve di Sori per mettere fine alle richieste di separazione e di aggregazione al Comune di Bogliasco, da parte di un gruppo di abitanti delle due località.

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di PIER LUIGI GARDELLA
1907: le nuove “invetriate” della Parrocchiale di Bogliasco
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Le vetrate della Chiesa Parrocchiale di Bogliasco, o meglio le “invetriate” come si trova scritto nella documentazione che abbiamo consultato, furono installate esattamente cento anni fa, tra la fine di ottobre ed il mese di novembre del 1907.

Bogliasco, Pieve, Sori: tre ‘cantoni’ nella giurisdizione delle Frutta
di GIORGIO CASANOVA
Il presente articolo non è che una breve panoramica su di un futuro studio riguardo alla storia e organizzazione di una frazione di territorio ai tempi della Repubblica Ligure (1797-1805) divisa in giurisdizioni, in questo caso la Giurisdizione delle Frutta, con una particolare attenzione al primo periodo (1797-1799).

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L’archivio storico del comune di Bogliasco
di STEFANO GIUSTI
“Ieri d’invito del Sig. Maire dello Comune di Recco il quale mi scrisse che V.S. così gli avea ordinato, ho dovuto impensantemente dare qui alloggio ad una compagnia di soldati francesi del Regimento de la Tourdauvergne e siccome questi sono arrivati qui assieme all’ordine suddetto, per cui mi sono trovato molto imbarazzato, avendoli dovuti far alloggiare nel locale di questa Mairia; ma con grande rincrescimento devo prevenire V.S. come i medesimi soldati anno rotto le serrature e spalancate tre cantere del Burrò dove consisteva l’archivio della passata Municipalità di questo ex-cantone di Bogliasco, hanno perciò lacerate tutte le carte e scritture e scritture appartenenti a questo consiglio Municipale e le anno gettate in mare.”
Il testo che avete appena terminato di leggere è la trascrizione fedele della prima parte di una lettera, datata 7 settembre 1806, che il sindaco di Bogliasco scrisse al prefetto del Dipartimento di Genova.
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Scogli del Golfo Paradiso
della Classe III N, Scuola Media “Golfo Paradiso “Pieve Ligure

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Bogliasco e la via Aurelia
di ALESSANDRO SIENA

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Strade e sentieri medievali nel Golfo Paradiso
di ALDO PEZZANA
Questa terra così aspra e selvaggia, offre al viandante ammirato, panorami e scorci di rara bellezza; è indubbio, però, che questi territori seppur bellissimi, hanno sempre creato all’uomo moltissime difficoltà sia per i suoi insediamenti, che per i collegamenti.
La difficile conformazione del territorio, sia sulla fascia costiera che nell’entroterra, rendeva estremamente problematica la realizzazione di strade adeguate per i trasporti , pertanto l’unica risorsa di cui disponeva l’uomo che per millenni ha abitato questa regione, era la sua schiena o quella dei muli e degli asini.

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I Sessarego per mare
di LUCA SESSAREGO
Questa ricerca vuole essere una raccolta di dati relativi a persone di Sessarego, o che a Sessarego avevano le proprie origini, che nei vari secoli per qualche motivo hanno avuto a che fare con il mare; è un testo che elenca dati e racconti spesso eterogenei l’uno dall’altro, e che ha come scopo quello di approfondire un tema sotto molti aspetti poco conosciuto, quello cioè dell’antico
rapporto di Sessarego e dei “Sessarego” con il mare.

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Il Comandante Giovanni Consigliere
di MARINA DE FRANCESCHIN
Nei secoli scorsi quasi tutti gli abitanti della Pieve di Sori lavoravano duramente nelle fasce come contadini, e solo pochissimi sceglievano di navigare per mare, un mestiere assai rischioso e pericoloso. I bastimenti erano ancora a vela, e gli unici strumenti di cui disponevano erano gli stessi dei tempi di Cristoforo Colombo: il sestante e la bussola. Unica innovazione era forse il barometro, che poteva dare un piccolo aiuto per le previsioni del tempo: ma in genere ci si affidava all’esperienza dei nostromi e dei comandanti che sapevano leggere le nuvole e i venti, e fiutare le tempeste.

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Una strada impervia tra Teiasca e Pieve di Sori
di NORA MARCHESE e VALENTINA PENCO
Il testo si apre con una sintetica descrizione delle comunità e dei relativi luoghi di culto presenti nel territorio di dipendenza dalla chiesa matrice parrocchiale di Pieve di Sori offrendo un interessante spaccato demografico, così infatti “Nel territorio della chiesa par.le di S. Michele Pieve di Sori sono situate più ville con differenti denominaz.ni .Altre chiamansi le ville del Poggio e Favale formano in quel luogo composto di 58 in 60 fuochi;5 altra chiamata Corsanego questa pure è composta da sessanta fuochi e le ultime chiamate Teiasca e Cortino non sono più di fuochi cinquanta. Le ville del Poggio e Favale in ragion di [… ] sono dalla parrochiale le più lontane. Altra di Corsanego non è in magiore distanza d’un miglio; e quelle di Teiasca e Cortino due miglia.
Nella villa del Poggio e Favale è una cappella sotto il titolo di S.Bernardo e in essa non si celebra che il solo giorno di S.Bernardo né i rispettivi tempi della raccolta o delli olivi o delle castagne. Siccome nelle due ville di Cortino e Teiasca ve n’è un’altra sotto il titolo de S.S Lorenzo e Terenziano, et in essa non solo si celebra a giorni festivi ma anche a giorni di lavoro; ma di più vi si amministrano li sacram.ti restandovi a tal fine da dodici anni a questa parte destinato un prete qual chiamasi R. Andrea Vigne colla figura di cappellano deputato all’assistenza del popolo di d.e due ville non meno di […] si insegnano la dottrina christiana e spiegare l’evangelio nei giorni festivi.”

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‘U Tedesco’
di FRANCO ANTOLA
C’era una volta… così cominciano quasi tutte le favole, ma questa non è una favola, è storia vera, di vita vissuta, quella di un uomo venuto da un paese lontano che ha trascorso un periodo della sua vita a Sori, diventandone quasi un “personaggio” e del racconto di uno scorcio della sua vita, quella parte che ognuno considera la più bella, la giovinezza, che, usando un benevolo eufemismo potremmo definire “avventurosa”. Possiamo quindi iniziare col dire: C’era una volta …a Sori un negozio “magico”, non perché vi si esercitasse la magia o altri magici artifici, ma perché, a quei tempi, era provvisto di tutte quelle cose utili, meno utili, frivole o semplicemente necessarie che ognuno desiderava; era “la Bottega del Tedesco” o, come allora si diceva: “da U
Tedescu”. Cosa aveva, di tanto magico quella bottega?

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Sori, immagini di Jeri
di PAOLO BENVENUTO
