La vicinale del Pian, atto secondo

Domenica scorsa, complice le piogge dei giorni precedenti, ho deciso di fare un salto a vedere la cascatina del rio Scarpe.

La cascatina del rio Scarpe tra Pieve e Bogliasco, con l’antico lavatoio

Per chi non lo sapesse, la cascata è facile da raggiungere, anche con i bambini. Si trova tra Pieve e Bogliasco, sopra Campodonico. La forma il rio Scarpe, quello che sfocia presso la scogliera Pontetto, per intenderci.

Ci sono diverse strade per raggiungerla, vi indico le più facili.

Da Bogliasco si sale la scalinata che da via Pale costeggia l’agriturismo. Dopo si prosegue lungo il sentiero nel bosco, salendo fino all’incrocio con una stradina in piano (quella del video sopra).

In breve, andando verso Bogliasco si trovano il vecchio lavatoio e la cascata.

Il vecchio lavatoio

Attenzione però che in alcuni punti la salita è ripida.

La cascata del rio Scarpe tra Pieve e Bogliasco

Da Pieve bassa invece si percorre via alla Chiesa. Arrivati alla Taverna si sale la scalinata di via Banchero fino all’incrocio con via Consiglieri. Da qui si procede verso Bogliasco. Dopo la cisterna si entra nel bosco e ben presto (piogge volendo) si comincia a sentire lo scroscio dell’acqua, per poi vedere la cascatina spuntare tra gli alberi in tutta la sua bellezza.

La cascata del ro Scarpe vista dal lavatoio

Quest’ultimo tragitto è più lungo, ma è il più semplice.

Segnalo per i temerari la salita in mezzo al bosco sopra via Campodonico che costeggia il torrente. Lungo questa si possono vedere altre cascatine più piccole.

A mio avviso è il percorso più bello, ma è un po’ difficile.

Come potete notare nei due video sopra le piogge dei giorni scorsi hanno fatto il loro dovere, infatti la cascatina era in ottima forma.

Insomma… già che ero sulla strada, a più di un anno di distanza dalla mia avventura nel discendere l’antica vicinale del Pian ho pensato di ributtarmi nell’impresa, per vedere se le cose fossero cambiate.

Ebbene no, le cose sono pressappoco le stesse di allora. Purtroppo.

Anche se, a essere sinceri, il primo tratto e l’ultimo sono più puliti.

L’imbocco della vicinale è facile da trovare, è vicino alla cisterna, davanti a un cartello arrugginito che ricorda inutilmente che è vietato gettare rifiuti e bla bla bla.

Per aiutarci qualche gentile passante ha lasciato una segnalazione inconfondibile: un vecchio ferro da stiro poggiato su un muretto. Peccato che nessuno abbia donato alla cittadinanza anche un asse da stiro, poteva essere utile una stireria per sistemare i vestiti prima della discesa.

Il primo tratto è ripido, e la discarica di pietre (che dopo ogni alluvione vengono portate a valle, ne sanno qualcosa i proprietari delle fasce sopra via alla Chiesa) non agevola la discesa.

Siccome costeggia una proprietà recintata ci si può aiutare appoggiandosi al muretto.

Rotolando verso valle un’unica domanda mi rimbombava in testa. Non “chi me l’ha fatto fare”, ma “come mai l’hanno chiamata vicinale del Pian, vista la pendenza?”.

Ma come mi ha fatto notare il più alto esperto in materia, Michele Picco, probabilmente la dicitura corretta è Piou, poi modificato in Pion, ovvero pelato, toponimo abbastanza diffuso che dà nome anche alla cisterna.

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Comunque sia, forse avrei dovuto scegliere un giorno migliore, perché scivolare era davvero facile, ma in qualche modo e poco tempo, tra vecchie bottiglie rotte, massi, foglie bagnate e fango sono arrivato a metà percorso.

Qui lo stesso cespuglio di rovi e corbezzoli che avevo incontrato la volta scorsa ostruisce ancora il passaggio. Stavolta però, memore dell’esperienza passata, ho deviato subito in mezzo al bosco per aggirarlo senza grandi difficoltà.

Rientrando nella vicinale sono sceso ancora poco e ho raggiunto l’albero della foto sotto che annuncia la fine di tutto.

L’albero che annuncia la fine del sentiero, con una bella bottiglia di plastica davanti. Purtroppo non ho potuto raccogliere i rifiuti, altrimenti non sarei riuscito a proseguire

A questo punto mi restavano tre possibilità.

La prima era tornare indietro, ma a me non passava nemmeno per la testa.

La seconda era ripiegare a destra, in mezzo al bosco. Solo che non ci sono sentieri segnati.

La terza, quella che ho scelto, era passare il cancelletto messo per bloccare i cinghiali sulla sinistra.

Siccome i cinghiali sono dotati di capacità sorprendenti il cancelletto è stato bloccato così bene che l’unica maniera di oltrepassarlo è stata scavalcarlo.

Prima però non poteva mancare una visitina al monumento locale: il water del Pian.

Eccolo lì, più brillante che mai: il monumento del Pian

Dopo il cancelletto, c’è un breve tratto prima di incontrare un secondo cancello più alto.

La volta scorsa ero scivolato, quindi ho fatto particolare attenzione. L’erba era alta, meglio scendere con cautela.

Il cancello ben legato per evitare che i cinghiali sleghino il blocco con i loro possenti mezzi

Passato anche il secondo ostacolo blocca cinghiali sono entrato nella parte finale del sentiero.

Qui la situazione è migliorata notevolmente perché è stato appena ricostruito un muretto. Magari un po’ di attenzione in più per le recinzioni delle fasce confinati sarebbe stata gradita dai proprietari, specie da quelli che hanno dovuto lavorare parecchie ore per risistemare il reticolato, ma va bene così.

Il nuovo muretto

Oltrepassato l’incrocio con via Campodonico, ora raggiungibile con una scala di legno, sono arrivato in via alla Chiesa.

Spero solo che a fine lavori sia il bivio per via Campodonico, sia la vicinale del Pian rimangano accessibili.

L’incrocio con via Campodonico

Lo scopriremo solo vivendo, come diceva l’immenso Lucio Battisti.

Ma non preoccupatevi, io continuerò a monitorare.

L’inizio della vicinale del Pian, da via alla Chiesa

E con questo e tutto.

A presso

D.

4,4 / 5
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Pubblicato da lincredibilestoria

Sono nato a Genova nel 1973 e vivo a Pieve Ligure, nel Golfo Paradiso, con mia moglie e i miei due figli. Laureato in Economia Marittima e dei trasporti sono impiegato nel settore del commercio. Appassionato di musica negli anni 90 ho realizzato con due amici il primo sito web dedicato a Lucio Battisti. Il mio romanzo “L’incredibile storia di Marrazzo che non credeva ai fantasmi” (LFA Publusher, 2019) è stato finalista della seconda edizione del concorso “Romanzi in cerca di autore” realizzato da Passione Scrittore con Mondadori Store e Kobo Writing Life. “Frammenti di razionale confusione” (New-Book Edizioni, 2020) ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria del secondo Concorso Letterario New-Book Edizioni. Nel 2020 un mio racconto dal titolo "Vicoli" viene incluso nella collana "Racconti liguri. Vol. 2" (Historica Edizioni EAN: 9788833372013) grazie al concorso indetto dalla Historica Edizioni "Racconti liguri 2020". Il primo volume dell'antologia "Un Natale Horror 2020" (ISBN 9798581288856 - letteraturahorror.it) contiene un mio racconto dal titolo "Alcune distrazioni". Nella raccolta "Corde, delitti e altri misteri" (ISBN ‎ 979-8784705129 - #autorisolidali, dicembre 2021) è incluso un mio racconto dal titolo "La ragazza della cisterna di Ponte Vecchio". "Il racconto di un piccolo cane" appare nell'antologia "Letteratura per il nuovo millennio" (ISBN 978-88-946367-8-9 - QUIA Edizioni, giugno 2022). "Storie di treni, di stazioni e di esplosioni" è inserito nella raccolta della ivvi.it "Scrittori italiani, libro rosso" (settembre 2022). Nel novembre del 2022 la Brè Edizioni pubblica "C'era una volta Lorenzo - Gli ultimi istanti di un uomo sbagliato" (ISBN-13 ‏ : ‎ 979-1259702838), finalista della sesta edizione dell’iniziativa letteraria Fai viaggiare la tua storia, organizzata da Libromania con De Agostini Libri. Dalla collaborazione con il Centro Studi Storie di Jeri, che si occupa di storia locale inerente ai comuni di Bogliasco, Pieve Ligure e Sori, nasce la pubblicazione del saggio "La favola del castello di Pieve Ligure" nel XV Volume dei Quaderni di Storia Locale (Novembre 2023). La giuria del Premio Letterario Internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria ha scelto il racconto "Dall’alba al tramonto" per essere inserito nell’antologia dedicata al centenario calviniano dal titolo Camminando sul sentiero dei nidi di ragno (De Ferrari, EAN 9788855036320, Dicembre 2023). Il 6 luglio 2024 a Trecastagni in provincia di Catania "Andrà tutto bene" è stato premiato come miglior racconto thriller/noir della III Edizione del "Premio Letterario Notte Noir" organizzato da "Charm of Art" e "Thriller NORD" e inserito nell'antologia "Notte noir e non solo". Nel settembre del 2024 il Centro Studi Storie di Jeri pubblica il mio saggio "I corsi d’acqua di Pieve Ligure" nel XVI Volume dei Quaderni di Storia Locale. Il 15 ottobre 2024 la Delos Digital pubblica una raccolta di brevissimi racconti dal titolo "365 racconti gialli, thriller e noir" (ISBN: 9788825429657) che include il mio "La forma dei pensieri". Nel maggio del 2025 la Montag pubblica nella collana Le Fenici "Mondo piccolo, tre racconti di piccoli mondi e di mondi piccoli"' (ISBN: 9788868928704), che contiene: "Piccolo mondo", "Quel bene comune chiamato strada" e "La confessione di Mario T, di professione editore (o presunto tale)".

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