Santuario di Santa Croce

Numerose fonti scritte, giunte a noi a partire dal Tredicesimo secolo, citano la presenza di una costruzione a opera dell’uomo sulla vetta della collina di Pieve Ligure, verosimilmente un hospitale1 per pellegrini. Tuttavia, il primo documento riconducibile al santuario è un atto notarile del 22 aprile 1201 che attesta il lascito di venti soldi, disposto da tal Oberto di Val Columbaria, a favore dell’Opera della Cruce de Podio per la costruzione di una chiesa. Nelle Memorie storiche della Parrocchia di Pieve di Sori e del santuario di Santa Crocedel 1913, il sacerdote Gerolamo Rollino aggiunge che parecchi uomini, il 25 febbraio 1202, radunati nella chiesa del Santo Angelo della Pieve di Sori, presente l’arciprete Alberto, offrivano alla Santa Croce duecento tavole di terreno a favore dell’Ospizio che ivi esisteva2. È perciò presumibile che l’edificazione della primitiva chiesuola di Santa Croce, accanto al preesistente ospizio per pellegrini3, risalga agli albori del Duecento. Ciononostante, la prima prova della concreta esistenza di un santuario risale a oltre un secolo dopo; si tratta di un testamento del 1374 con il quale un bogliaschino residente a Famagosta di Cipro4 lascia un fiorino d’oro alla Chiesa di Santa Croce di Bogliasco.

Nelle Memorie storiche, Rollino narra del leggendario transito di un gruppo di pellegrini che, avendo con sé una reliquia della Santa Croce racchiusa in una croce marmorea e temendo di non poterla trasportare oltre, la nascose vicino al santuario, con l’intento di tornare a riprenderla. Sempre secondo il racconto di Rollino, la croce di marmo divenne in seguito oggetto di venerazione. Ne dà conferma un documento del 16 marzo 1748, dove l’arciprete Francesco Maria Peragallo asserisce che vi è un’altra cappella o chiesa sotto il titolo di Santa Croce in un’altra cima del monte, chiesa molto antica in cui si adora una Croce di marmo molto memorabile presso i circonvicini popoli.

Nella prima metà dell’Ottocento il santuario divenne luogo di devozione alla Madonna della Guardia, fu perciò posta sull’altare una statua della Madonna con Gesù bambino in braccio e il pastore inginocchiato ai piedi5. Nel 1913 la statua fu spostata all’esterno, sopra il portone del santuario, in una nicchia impreziosita dalla presenza di fregi e di un angioletto in marmo.

Sull’altare fu invece collocata una scultura in legno6 di Antonio Canepa (Rapallo, 1850 – Genova, 20 marzo 1931), artista a cui si devono numerose statue della Madonna, tra cui una custodita nei Giardini Vaticani.

In seguito, si decise di trasportare la preziosa opera di Canepa in parrocchia, e sull’altare del santuario di Santa Croce fu esposta una nuova scultura proveniente dai laboratori artistici della Val Gardena.

Durante la Seconda guerra mondiale la vetta della collina di Santa Croce divenne una postazione di avvistamento militare, fu perciò costruito il piccolo rifugio sul poggio. A testimonianza di quei tristi giorni rimase a lungo una garitta militare, demolita nella seconda metà del secolo scorso.

Il conflitto causò ingenti danni sia alla chiesa, sia alla vicina sacrestia. Finita la guerra, grazie anche all’impulso dato dall’allora arciprete pievese don Antonio Durante e dal curato don Carlo Caviglione, entrambe le strutture furono restaurate. La volta della chiesa fu decorata ad affresco dal pittore Carlo Biscaldi (1885 – 1960), che illustrò i simboli eucaristici e quelli della Croce, inserendo anche una raffigurazione della Madonna della Guardia e dell’abitato di Pieve con la chiesa di San Michele in primo piano.

Gruppi di volontari lavorarono intensamente, anche con turni notturni, e nell’autunno del 1945 il restauro fu terminato. Il 30 settembre 1945 fu organizzata una grande processione dalla chiesa di San Michele al santuario, durante la quale vennero portati a Santa Croce i crocefissi della Confraternita di Sant’Antonio Abate. Fu celebrata messa nel santuario, mentre continuava l’afflusso dei devoti anche da Sori, Teriasca e Bogliasco. La giornata terminò con la solenne benedizione dei presenti, invocata tramite la reliquia della Santa Croce7.

Nel 1946 fu eretta la Via Crucis8 e fu esposta la statua di Cristo risorto, dono dello scultore Bruno Innocenti (Firenze, 4 febbraio 1906 – Firenze, 3 ottobre 1986). Nei successivi anni del dopoguerra il santuario divenne sempre più meta di gite domenicali; fu comunque mantenuta la tradizione di celebrare due feste in ricordo del ritrovamento della reliquia e a commemorazione dell’esaltazione della Santa Croce. Queste vengono tuttora celebrate nei mesi di maggio e ottobre9. Purtroppo, l’esposizione ai forti venti e ai temporali determinò un inevitabile, anche se progressivo, deterioramento della struttura. Per tale ragione, nel 1962 l’allora curato di Pieve, don Raffaele Tubino, formò e diresse un comitato istituito per gestire una nuova ristrutturazione del santuario.

I lavori di restauro cominciarono lo stesso anno e terminarono quello successivo; il 13 ottobre 1963 si tenne la solenne inaugurazione della nuova chiesa. In seguito, fu costituito il comitato Amici di Santa Croce che ancora oggi si occupa in maniera continuativa della manutenzione e della pulizia del santuario e dell’area circostante. Tra i vari interventi, il comitato ha anche curato il rifacimento del piccolo rifugio antistante alla chiesa e, nel 2000, il restauro delle cinque postazioni del sentiero dei misteri dolorosi e la posa della mira nel piazzale.

La fragilità del santuario ha reso necessario un ulteriore intervento tra il 2012 e il 2013, con il quale si è provveduto al completo rifacimento della copertura seguendo le indicazioni della Soprintendenza Architettonica e Paesaggistica e della Direzione per i Beni Culturali della Diocesi. La progettazione e direzione dei lavori fu affidata all’architetto Annalisa Para e l’esecuzione dell’opera alla ditta D.S. Restauri di Lavagna. L’intera copertura del tetto è stata realizzata in abbadini10, la nuova struttura lignea ha comunque mantenuto l’orditura originaria.

Durante la notte tra il 7 e l’8 settembre 2019, un fulmine ha colpito e gravemente danneggiato il piccolo campanile del santuario; i lavori per la nuova sistemazione sono terminati a inizio dicembre 2021.

La chiesa di Santa Croce misura circa 20 metri per 7. All’interno, oltre all’altare maggiore con la croce in marmo, c’è un altare più piccolo dedicato a sant’Elena11, madre di Costantino, alla quale è attribuito il leggendario ritrovamento della Santa Croce.

Sulle pareti laterali sono murate tre lapidi di marmo. In quella salvata dopo lo smantellamento del cimitero esterno, sotto il simbolo del Chrismon12 è scritto:

ALLA MEMORIA

DI GIOV. BATTA MIGONE

RAPITO DALL’ASIATICO MORBO

LI 20. DI AGOSTO 1835

DELL’ETÀ SUA 45

E

DI PAOLO SUO FRATELLO

SACERDOTE ESEMPLARE

MORTO AI 10. DI GIUGNO 1865

DI ANNI 81.

NELL’ATTIGUO CIMITERO

PER LORO ULTIMA VOLONTÀ TUMULATI

I QUALI

PROMOSSERO PRIMI IN QUESTO TEMPIO

LA VENERAZIONE A M.V. DELLA GUARDIA

I FIGLI E NIPOTI

PEGNO DI AFFETTO E DI GRATITUDINE13

Le altre due sono commemorative in ricordo dei restauri attuati a metà degli anni Quaranta e Sessanta e dei caduti pievesi durante la Seconda guerra mondiale.

L’ANNO 1945

L’ARCIPRETE ANTONIO DURANTE

PROMOSSE

COL CONCORSO DI TUTTO IL POPOLO

DI PIEVE

I RESTAURI E LA DECORAZIONE

DI QUESTO SANTUARIO

QUAL VOTO DI RICONOSCENZA

PER LA VISIBILE PROTEZIONE DIVINA

NELLA GRANDE GUERRA 1940 – 45

E VOLLE PER SEMPRE QUI RICORDATI

I NOMI DEI MORTI GLORIOSI

DAPUETO CANDIDA FU GIUSEPPE

CUORE GIOVANNI DI ENRICO

GIUSEPPINA SECCHI IN MATZAU

MARIO OLCESE DI GIOVANNI

MEZZANO ALFONSO DI VITTORIO

PARMENDOLA EMILIO FU FRANCESCO

MASSONE LUIGI FU GAETANO

VALLE CARLO DI EMMANUELE

PENCO ENRICO DI GIOVANNI

VISCANTINI EMILIO FU GIOVANNI

PENNONE EGIDIO FU CAMILLO

NEGLI ANNI 1964 – 65 COL CONCORSO

GENEROSO DI MOLTI BENEFATTORI

E IN MODO PARTICOLARE DEL

M. R. DON RAFFAELE TUBINO

BENEMERITO E ZELANTE CURATO

DI PIEVE LIGURE PER 17 ANNI

VENNE REALIZZATO UN RINNOVO

COMPLETO DEL SANTUARIO DEL

MONTE S. CROCE

A RICORDO E RICONOSCENZA

SI POSE QUESTA PIETRA IL 9.10.1966

PIEVE LIGURE

Fino al secolo scorso nel santuario era conservata un’urna cineraria romana, uno dei pochi esemplari ritrovati in Liguria; successivamente fu collocata nella sacrestia della parrocchia pievese, dove ancora si trova.

Nel 1933 il santuario di Santa Croce è stato riconosciuto dal Ministero della pubblica istruzione come bene di importante interesse, oggi fa quindi parte del patrimonio architettonico e paesaggistico italiano tutelato dal Ministero della cultura.

1 Gli hospitalia (termine latino derivato da hospes – hospĭtis) possono essere considerati gli antenati degli attuali ospedali. Va però precisato che, oltre a offrire cura medica, le strutture medievali distribuivano elemosine e fornivano ricovero ai viandanti. All’epoca, le strade di cresta erano molto più trafficate rispetto a quelle costiere, perché garantivano maggior sicurezza (la costa era infatti soggetta a incursioni piratesche e la transitabilità veniva ostacolata dalle mareggiate, dalle piene dei torrenti e dalle frane). Sulle alture circostanti l’attuale Pieve Ligure si contavano tre hospitalia: due sulla collina di Santa Croce e uno sul monte Pozzuolo. I resti di quest’ultimo, insieme al rudere del monastero di San Giacomo, risultano oggi nel territorio di Sori. In zona si trovava anche l’hospitale di San Rocco di Nervi.

2 Più precisamente, l’atto attestava che un gruppo di abitanti di Sori donava all’ospedale di Santa Croce di Poggio Castello 200 tavole di terra ubicate sullo stesso poggio e si impegnava a venderne altre 800 al prezzo allora corrente.

3 L’origine del culto della Santa Croce sul monte è attribuita ai pellegrini di ritorno dai viaggi in terra santa.

4 Famagosta è stata sottomessa dalla Repubblica di Genova nel 1372.

5 Secondo Wikipedia, nel 1823 tal Paolo Migone collocò all’interno del santuario una statua in marmo della Madonna della Guardia donata dalla signora Paola Cavassa, vedova Pallano. La statua proveniva da un palazzo dei Pallano precedentemente demolito nel centro storico genovese.

6 Sempre secondo Wikipedia, l’iniziativa dell’acquisto partì da Fortunata Massone, una signora pievese residente in America.

7 La reliquia della santa croce, incastonata in un crocifisso d’argento, oggi è posta sull’altare della chiesa parrocchiale di Pieve Ligure. Tale reliquia potrebbe identificarsi con il reliquiario indicato in un inventario dei beni della parrocchia risalente al 1748.

8 Secondo Wikipedia la Via Crucis fu eretta dal padre francescano Francesco Ravera. Non sappiamo quale fosse il suo percorso, sappiamo però che nel 1990 furono messe 14 croci di ferro, una per ogni stazione della Via Crucis, lungo la salita dalla chiesa di San Bernardo alla vetta di Santa Croce, ossia nel versante bogliaschino della collina. Quasi tutte le croci si trovano quindi nel territorio di Bogliasco, ma le ultime sono in territorio pievese. La prima, posta nella piazzetta Don Francesco De Lucchi (parroco di Poggio e San Bernardo dal 1950 al 1987), riporta nella base la scritta: VIA CRUCIS SANTA CROCE 4 3 1990.

9 La chiesa di Santa Croce è aperta tutti i secondi sabati di ogni mese dalle 10 alle 16, il 25 aprile in ricorrenza della festa di primavera e sagra dei pansoti, la prima domenica di maggio per la festa della Croce, il 29 agosto in onore della Madonna della Guardia, la seconda domenica di ottobre per la festa del ringraziamento e il Lunedì dell’Angelo (Pasquetta).

10 La copertura in abbadini alla genovese si realizza mediante la posa di lastre d’ardesia con cemento e malta di calce.

11 L’inaugurazione dell’altare con il pio simulacro risale al 31 agosto 1823, mentre la posa della statua di sant’Elena avvenne il 3 maggio del 1863.

12 È uno dei principali cristogrammi, ossia combinazioni di lettere dell’alfabeto greco o latino che formano un’abbreviazione del nome di Gesù. Il Chrismon è costituito dalla sovrapposizione della x (chi) e della p (rho), iniziali di Kristòs, e rimanda al numero sacro per eccellenza, il sei.

13 Secondo i libri della Confraternita di Sant’Antonio Abate, il sacerdote Paolo Migone era il cappellano della Confraternita, mentre suo fratello Gio Batta era un confratello molto impegnato.

Modello del santuario, esposto all’interno: dal carro della Società era La chiesetta di Santa Croce (1971)
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Pubblicato da lincredibilestoria

Sono nato a Genova nel 1973 e vivo a Pieve Ligure, nel Golfo Paradiso, con mia moglie e i miei due figli. Laureato in Economia Marittima e dei trasporti sono impiegato nel settore del commercio. Appassionato di musica negli anni 90 ho realizzato con due amici il primo sito web dedicato a Lucio Battisti. Il mio romanzo “L’incredibile storia di Marrazzo che non credeva ai fantasmi” (LFA Publusher, 2019) è stato finalista della seconda edizione del concorso “Romanzi in cerca di autore” realizzato da Passione Scrittore con Mondadori Store e Kobo Writing Life. “Frammenti di razionale confusione” (New-Book Edizioni, 2020) ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria del secondo Concorso Letterario New-Book Edizioni. Nel 2020 un mio racconto dal titolo "Vicoli" viene incluso nella collana "Racconti liguri. Vol. 2" (Historica Edizioni EAN: 9788833372013) grazie al concorso indetto dalla Historica Edizioni "Racconti liguri 2020". Il primo volume dell'antologia "Un Natale Horror 2020" (ISBN 9798581288856 - letteraturahorror.it) contiene un mio racconto dal titolo "Alcune distrazioni". Nella raccolta "Corde, delitti e altri misteri" (ISBN ‎ 979-8784705129 - #autorisolidali, dicembre 2021) è incluso un mio racconto dal titolo "La ragazza della cisterna di Ponte Vecchio". "Il racconto di un piccolo cane" appare nell'antologia "Letteratura per il nuovo millennio" (ISBN 978-88-946367-8-9 - QUIA Edizioni, giugno 2022). "Storie di treni, di stazioni e di esplosioni" è inserito nella raccolta della ivvi.it "Scrittori italiani, libro rosso" (settembre 2022). Nel novembre del 2022 la Brè Edizioni pubblica "C'era una volta Lorenzo - Gli ultimi istanti di un uomo sbagliato" (ISBN-13 ‏ : ‎ 979-1259702838), finalista della sesta edizione dell’iniziativa letteraria Fai viaggiare la tua storia, organizzata da Libromania con De Agostini Libri. Dalla collaborazione con il Centro Studi Storie di Jeri, che si occupa di storia locale inerente ai comuni di Bogliasco, Pieve Ligure e Sori, nasce la pubblicazione del saggio "La favola del castello di Pieve Ligure" nel XV Volume dei Quaderni di Storia Locale (Novembre 2023). La giuria del Premio Letterario Internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria ha scelto il racconto "Dall’alba al tramonto" per essere inserito nell’antologia dedicata al centenario calviniano dal titolo Camminando sul sentiero dei nidi di ragno (De Ferrari, EAN 9788855036320, Dicembre 2023). Il 6 luglio 2024 a Trecastagni in provincia di Catania "Andrà tutto bene" è stato premiato come miglior racconto thriller/noir della III Edizione del "Premio Letterario Notte Noir" organizzato da "Charm of Art" e "Thriller NORD" e inserito nell'antologia "Notte noir e non solo". Nel settembre del 2024 il Centro Studi Storie di Jeri pubblica il mio saggio "I corsi d’acqua di Pieve Ligure" nel XVI Volume dei Quaderni di Storia Locale. Il 15 ottobre 2024 la Delos Digital pubblica una raccolta di brevissimi racconti dal titolo "365 racconti gialli, thriller e noir" (ISBN: 9788825429657) che include il mio "La forma dei pensieri". Nel maggio del 2025 la Montag pubblica nella collana Le Fenici "Mondo piccolo, tre racconti di piccoli mondi e di mondi piccoli"' (ISBN: 9788868928704), che contiene: "Piccolo mondo", "Quel bene comune chiamato strada" e "La confessione di Mario T, di professione editore (o presunto tale)".

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