Nomi storici delle zone di Bogliasco

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Nomi storici delle località di Bogliasco

A proposito di cose inutili, all’inizio del nuovo millennio un bug aveva colpito anche me, non solo tutti i pc e cellulari del mondo. Infatti, invece di dedicarmi alla mia tesi di laurea, per lungo tempo mi ero dedicato anima e cuore a questo elenco.

1935: Bogliasco vista dal mare

Ovviamente sto esagerando, la realtà è ben diversa, avevo semplicemente fatto qualche ricerca nelle biblioteche di Bogliasco e Pieve, e lì qualcuno mi aveva chiesto se stessi preparando una tesi di laurea sull’argomento. Come ho già detto, io una tesi la stavo preparando sul serio, ma sulla geografia economica, o qualcosa del genere, non certo sui nomi storici delle zone del paese in cui trascorrevo gran parte del mio tempo.

Fatto sta che quando potevo perlustravo ogni zona di Bogliasco alla ricerca di informazioni. Da lì, probabilmente, è nata la mia grande passione per le camminate.

Avrei voluto fare qualcosa di analogo anche per Pieve, il mio paese, ma la vera tesi ha preso il sopravvento e ho abbandonato l’impresa.

Mappa di Bogliasco

Non ho idea di come pensassi di usare il materiale raccolto, non mi ero posto il problema nemmeno allora. In ogni caso di quel lavoro rimane solo questo elenco (e mi perdonino i puristi del genovese se le parole in dialetto non sono scritte correttamente).

Comincio dal posto che ho più nel cuore, essendo la mia zona di origine: Pontetto.

Pontetto

Il Pontetto era il piccolo ponte sul quale, in località Salto de l’ommo, ossia il salto dell’uomo, la vecchia strada attraversava il rio che segna il confine con il comune di Pieve.

Il casello di Pontetto negli anni venti del secolo scorso (da notare che le stazioni ferroviarie si trovavano sempre vicine alle ville)

Bisogna considerare che la galleria di Bogliasco non c’era (è stata inaugurata nel 1936), così come non c’era il ponte subito dopo e tutta la parte dell’attuale Aurelia che arriva fino all’altro ponte al confine con Pieve. L’unica strada era quella che attraversava il paese e risaliva presso l’attuale parco privato Ceriana.

1925: Parco Ceriana

Il torrente che varca il confine e sfocia nel mare della scogliera di Pontetto si chiama anch’esso Pontetto.

La fontana di Pontetto

Accanto al passaggio a livello c’è un vecchio lavatoio trasformato in fontana.

Brughe’

Proseguendo verso ponente, prima di raggiungere il Risseu, dove ora ci sono i giardini delle varie ville di fronte al mare, si incontrava il Brughe’. L’origine del nome forse deriva dal termine brughêa (brughiera), probabilmente in passato la zona non era coltivata.

Grazie a Giorgio G. per la segnalazione

Risseu

Sempre nella parte levantina di Bogliasco si trova il Risseu, ossia uno dei terzieri storici di Bogliasco (gli altri due sono il Canné e il Borgo).

Il Risseu visto dal mare, primi del novecento del secolo scorso

Questa località prende il nome dal Rissuolo, ossia il tipico ciottolato genovese costituito da pietre levigate dal mare (come quelli davanti alle chiese, per intenderci) con il quale verosimilmente era pavimentata la strada in epoca antica.

1915: Strada Romana e Provinciale San Rocco in prossimità delle attuali scuole di Bogliasco

In questa zona sorge il Santuario della Madonna delle Grazie già esistente nel XVII secolo.

1910: Madonna delle Grazie prima di essere demolita e ricostruita

In prossimità delle attuali scuole elementari e medie si incontra una stradina che porta a un vicolo parallelo all’Aurelia. Questo era chiamato In cuntra’.

Grazie a Giorgio G. per la segnalazione

Nello specchio di mare antistante al Risseu si disputavano agli inizi del secolo scorso le prime partite di pallanuoto, in uno spazio delimitato da una catena di galleggianti e barche.

Pallanuoto negli anni 50 del secolo scorso

Fontana

La Fontana è la località della scogliera del Risseu. Prende il nome da una fonte che si trova nella zona.

1934: la scogliera della Fontana

Batticanne

Batticanne era la zona dietro la Fontana. Qui si trovava un vecchio mulino detto della Maiassa.

Grazie a Giorgio G. per la segnalazione

San Rocco

San Rocco era la zona circostante l’omonima cappella demolita nel 1916.

Sulla destra il santuario di San Rocco in una delle rare immagini dei primi del 1900 che lo ritraggono

Di questa rimangono solo pochi scatti confusi e una rappresentazione in un quadro che si trova nell’Oratorio di Santa Chiara del 1759.

Particolare del quadro con la raffigurazione delle tre chiese

In questo sono raffigurati lungo la strada romana l’Oratorio, la Cappella di San Rocco e la Madonna delle Grazie. La sua ubicazione era sul lato occidentale dell’attuale Piazza Trento e Trieste prospiciente al mare. Nella prima metà del milleottocento, accanto alla cappella, era stato costruito il primo cimitero di Bogliasco (oggi è il piccolo parco giochi sulla terrazza sopra la scogliera).

Santa Chiara

La zona intorno all’Oratorio di Santa Chiara era denominata Santa Chiara. Ne fa parte anche il palazzo del municipio.

1903: Il palazzo del municipio e l’Oratorio di Santa Chiara, con alle spalle il nuovo ponte ferroviario

Cian

​​Il Cian era la piana coltivata sopra la strada che univa il Risseu a Santa Chiara.

1938: Sullo sfondo Ria Verde e Sotta a-o Cian,in basso a sinistra la Casa da Gianca, costruzione che verrà distrutta dai tedeschi nel 1943

La spiaggia sotto alla piana del Cian, quella che oggi è meta indiscussa dei surfisti di tutta Genova, era detta Sotta a-o Cian. Lo strapiombo sul mare veniva chiamato Ria Verde.

Ciappaieu​

Il Ciappaieu​ (o Chiappaiuolo) era il nome della suggestiva passeggiata che parte dal ponte romano e arriva sotto al comune.

1895: Le case del Ciappaieu​

Grazie ad Antonio R., a Caterina S. e a Luigi R. per la segnalazione

Più o meno a metà del Ciappaieu, tra le case, si incontra il prie de muin. Si tratta dell’attuale Vicolo Mulino, alla fine del quale si può ancora vedere la macina di pietra del vecchio mulino della zona.

Grazie a Giorgio G. per la segnalazione

Borgo

Il Borgo è l’antico centro storico del paese che si sviluppava intorno al Castello sul golfo.

1905: Ponte romano medioevale

Ne fanno parte il ponte medioevale, i resti dell’ospedale di San Bartolomeno, la Caladda, la Casa da Gianca (una casetta che si trovava sulla spiaggia accanto agli allora bagni Fran, distrutta dai tedeschi nel 1943) e il Vortin (l’ingresso del ponte romano a levante).

1946: il Vortin con alle spalle la casa che un tempo era l’ospedale di San Bartolomeno

Lungo la spiaggia, nella zona della foce, le donne stendevano i panni che lavavano sul torrente Poggio.

1901: il Borgo

Il Borgo è il terziere centrale di Bogliasco (ricordiamo gli altri due terzieri storici: a levante il Risseu e a ponente il Canné).

1935: La Caladda con alle spalle il Castello

L’Oióu

L’Oióu è il nome storico della zona sopra l’attuale Aurelia che va da Via Fratelli Ferrari a Via Favaro, ossia dal benzinaio alla scalinata che porta al campeggio e a San Bernardo. Probabilmente il nome deriva da un vecchio frantoio che si trovava lì.

Grazie ai preziosi ricordi della signora Emilia Sessarego

L’Aurelia passava per il Pontetto (il salto dell’uomo, per menzionare il nome originario) e, seguito un tratto dell’attuale via Mazzini, proseguiva lungo il mare sotto la Cappella della Madonna delle Grazie per l’acciottolato del Risseu, quindi dal Chiappaiuolo raggiungeva il ponte romano (o, più correttamente, ponte medioevale) e risaliva lungo la Ginestra (l’attuale via Ammiraglio Bettolo, ossia la passeggiata a mare) fino al Canto (l’odierna stazione ferroviaria). Da lì si arrivava al terziere Canné e al confine con Sant’Ilario (Nervi) chiamato Liggia.

Cassa

La Cassa era una zone ubicata sopra l’attuale Aurelia

Bogliasco vista dalla Cassa negli anni 30 del 1900

​Ciappon

Il Ciapun (o Ciappon) era la zona sopra Bogliasco dove ora comincia via Marconi, ossia la strada che porta al cimitero (l’allora Aia Noeva) e prosegue per Poggio Favaro, Iso e San Bernardo (frazioni che fino al 1928 facevano parte del territorio del comune di Pieve Ligure).

1907: la curva del Gio do Ponte e l’ingresso della Monta

​​Figae

​La zona dell’attuale via Figari, la poderosa scalinata che porta alla fine del ponte sull’Aurelia veniva chiamata Figae.

1899: Figae – Ciappon – Ponte

​​Ponte

Con la copertura del Poggio nella fine degli anni Sessanta del secolo scorso è scomparso O gio do Ponte, la netta curva che faceva via Mazzini nell’attraversare il torrente.

1938: O gio do Ponte

La zona del Ponte era quella circostante che collegava la località Buggi al mare.

1880: Ponte

​Monta

La Monta era la salita che dal Ponte portava al Canto, ossia l’attuale zona che che si trova sotto il ponte della ferrovia vicino alla Croce Verde.

1895: la Monta vista dal Canto

​Buggi e Burchi

Seguendo il torrente Poggio (detto anche Buggi) dal Ponte si arrivava alla località Buggi, ossia la zona che fino a qualche anno fa era il fondovalle della discarica. Qui c’era anche un vecchio mulino.

1935: Il vecchio mulino di Buggi

Sempre nel fondovalle, accanto a Buggi si trovava la località Burchi.

Grazie a Giorgio G. per la segnalazione

​Puntin

Il Puntin era il piccolo ponte lungo la strada che porta a Sessarego, dove oggi si trova l’edicola della Madonna della Guardia.

L’edicola della Madonna della Guardia

​Giusterna

La Giusterna, che prende il nome da un’antica e ancora esistente cisterna, era la località attraversata dalla mulattiera che dal paese saliva alla frazione Sessarego.​

1899: la Giusterna

​Locado

Locado era la zona intorno all’attuale galleria dalla parte di ponente.

1960: Locado

​Canto

Il termine dialettale canto indica un capo di strada, in realtà però il Canto (l’attuale zona intorno alla stazione) si chiamava così già prima che la ferrovia la dividesse dal Canné.

1909: Canto

Nel Canto si trovava Villa Avanzini (poi Bombrini), monumento nazionale demolito negli anni Sessanta del 900.

1909: Villa Bombrini vista dal campanile

Oggi ne restano un solo tratto di muro perimetrale e l’antico portale.

1910: La Chiesa vista da Villa Bombrini

Nei primi anni del 900 accanto alla stazione si trovava anche la casa dove viveva il musicista russo Alexsander Skrjabin, demolita nel 1916 per permettere il raddoppio della linea ferroviaria.

1910: Casa Skrjabin

Essendo il Canto vicino al ponte ferroviario (ricordiamo le incursioni aeree del 17 luglio del 1944 che lo hanno danneggiato e il successivo abbattimento da parte dell’esercito tedesco in ritirata) il secondo conflitto mondiale lo ha colpito pesantemente.

1945: Macerie in scio Canto

​Sottochiesa

La spiaggia sotto la Chiesa della Natività di Maria Santissima nella piazza di Bogliasco ancora oggi è denominata Sottochiesa.

1946: Sottochiesa

Davanti, sul lato verso ponente, c’è uno scoglio noto con il nome di Cascea.

​Ginestra

La Ginestra è la passeggiata a mare, oggi si chiama via Bettolo, un tempo era via della Marina.

La Ginestra negli anni 30 del secolo scorso vista dal mare

​​Canné

Come più volte ripetuto il ​​Canné è uno dei terzieri storici di Bogliasco insieme al Borgo e al Risseu.

1913: Canné

Il nucleo di abitazioni, oggi parzialmente distrutto, rappresentava la parte ricca del paese. Alcune delle ville del Canné sono rimaste a testimoniare gli antichi splendori, altre sono state demolite, altre ancora sono diventate eleganti condomini.

1916: il Canné durante raddoppio della linea ferroviaria

Forse questa la località deve il suo nome alla presenza di canneti o di una canalizzazione d’acqua (esiste ancora oggi vico Canone) oppure al cognome dell’antichissima famiglia dei Canneto, che verosimilmente dimorava in questa zona.

​Liggia

La Liggia era la zona di confine tra Nervi e Bogliasco.

La Liggia negli anni 20 del secolo scrorso

Coxola

La Coxola era la zona di via Armanna alta, ossia la strada pedonale che porta a San’Ilario.

L’attuale via Armanna

Ciappe e Canun

In cima a via Armanna, sul confine con Sant’Ilario, c’è la località Ciappe costituita da un gruppo di case risalenti al 1800. Poco sopra si incontra la località Canun.

Grazie a Rossana B. per la segnalazione

O ciàn da scignôa

Il punto panoramico prima di raggiungere Canun è chiamata O ciàn da scignôa.

Grazie a Deborah S. per la segnalazione

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Concludo con alcune foto d’epoca che a mio parere non potevano mancare in questa pagina.

Bogliasco nell’Ottocento del secolo scorso
1908: l’allora Piazza Umberto I
1910: la chiesa dal mare con la canonica demolita negli anni 60 del 1900
1913: Via Provinciale, oggi via Pontiroli, da Levante
1938: Il Castello
1939: la nuova Aurelia
I 4 ponti negli anni 40 del secolo scorso, a destra si intravede il vecchio mulino
1945: barriere antisbarco
1945: Il ponte ferroviario provvisorio
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Pubblicato da lincredibilestoria

Sono nato a Genova nel 1973 e vivo a Pieve Ligure, nel Golfo Paradiso, con mia moglie e i miei due figli. Laureato in Economia Marittima e dei trasporti sono impiegato nel settore del commercio. Appassionato di musica negli anni 90 ho realizzato con due amici il primo sito web dedicato a Lucio Battisti. Il mio romanzo “L’incredibile storia di Marrazzo che non credeva ai fantasmi” (LFA Publusher, 2019) è stato finalista della seconda edizione del concorso “Romanzi in cerca di autore” realizzato da Passione Scrittore con Mondadori Store e Kobo Writing Life. “Frammenti di razionale confusione” (New-Book Edizioni, 2020) ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria del secondo Concorso Letterario New-Book Edizioni. Nel 2020 un mio racconto dal titolo "Vicoli" viene incluso nella collana "Racconti liguri. Vol. 2" (Historica Edizioni EAN: 9788833372013) grazie al concorso indetto dalla Historica Edizioni "Racconti liguri 2020". Il primo volume dell'antologia "Un Natale Horror 2020" (ISBN 9798581288856 - letteraturahorror.it) contiene un mio racconto dal titolo "Alcune distrazioni". Nella raccolta "Corde, delitti e altri misteri" (ISBN ‎ 979-8784705129 - #autorisolidali, dicembre 2021) è incluso un mio racconto dal titolo "La ragazza della cisterna di Ponte Vecchio". "Il racconto di un piccolo cane" appare nell'antologia "Letteratura per il nuovo millennio" (ISBN 978-88-946367-8-9 - QUIA Edizioni, giugno 2022). "Storie di treni, di stazioni e di esplosioni" è inserito nella raccolta della ivvi.it "Scrittori italiani, libro rosso" (settembre 2022). Nel novembre del 2022 la Brè Edizioni pubblica "C'era una volta Lorenzo - Gli ultimi istanti di un uomo sbagliato" (ISBN-13 ‏ : ‎ 979-1259702838), finalista della sesta edizione dell’iniziativa letteraria Fai viaggiare la tua storia, organizzata da Libromania con De Agostini Libri. Dalla collaborazione con il Centro Studi Storie di Jeri, che si occupa di storia locale inerente ai comuni di Bogliasco, Pieve Ligure e Sori, nasce la pubblicazione del saggio "La favola del castello di Pieve Ligure" nel XV Volume dei Quaderni di Storia Locale (Novembre 2023). La giuria del Premio Letterario Internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria ha scelto il racconto "Dall’alba al tramonto" per essere inserito nell’antologia dedicata al centenario calviniano dal titolo Camminando sul sentiero dei nidi di ragno (De Ferrari, EAN 9788855036320, Dicembre 2023). Il 6 luglio 2024 a Trecastagni in provincia di Catania "Andrà tutto bene" è stato premiato come miglior racconto thriller/noir della III Edizione del "Premio Letterario Notte Noir" organizzato da "Charm of Art" e "Thriller NORD" e inserito nell'antologia "Notte noir e non solo". Nel settembre del 2024 il Centro Studi Storie di Jeri pubblica il mio saggio "I corsi d’acqua di Pieve Ligure" nel XVI Volume dei Quaderni di Storia Locale. Il 15 ottobre 2024 la Delos Digital pubblica una raccolta di brevissimi racconti dal titolo "365 racconti gialli, thriller e noir" (ISBN: 9788825429657) che include il mio "La forma dei pensieri". Nel maggio del 2025 la Montag pubblica nella collana Le Fenici "Mondo piccolo, tre racconti di piccoli mondi e di mondi piccoli"' (ISBN: 9788868928704), che contiene: "Piccolo mondo", "Quel bene comune chiamato strada" e "La confessione di Mario T, di professione editore (o presunto tale)".

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