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Nomi storici delle località di Bogliasco
A proposito di cose inutili, all’inizio del nuovo millennio un bug aveva colpito anche me, non solo tutti i pc e cellulari del mondo. Infatti, invece di dedicarmi alla mia tesi di laurea, per lungo tempo mi ero dedicato anima e cuore a questo elenco.

Ovviamente sto esagerando, la realtà è ben diversa, avevo semplicemente fatto qualche ricerca nelle biblioteche di Bogliasco e Pieve, e lì qualcuno mi aveva chiesto se stessi preparando una tesi di laurea sull’argomento. Come ho già detto, io una tesi la stavo preparando sul serio, ma sulla geografia economica, o qualcosa del genere, non certo sui nomi storici delle zone del paese in cui trascorrevo gran parte del mio tempo.
Fatto sta che quando potevo perlustravo ogni zona di Bogliasco alla ricerca di informazioni. Da lì, probabilmente, è nata la mia grande passione per le camminate.
Avrei voluto fare qualcosa di analogo anche per Pieve, il mio paese, ma la vera tesi ha preso il sopravvento e ho abbandonato l’impresa.

Non ho idea di come pensassi di usare il materiale raccolto, non mi ero posto il problema nemmeno allora. In ogni caso di quel lavoro rimane solo questo elenco (e mi perdonino i puristi del genovese se le parole in dialetto non sono scritte correttamente).
Comincio dal posto che ho più nel cuore, essendo la mia zona di origine: Pontetto.
Pontetto
Il Pontetto era il piccolo ponte sul quale, in località Salto de l’ommo, ossia il salto dell’uomo, la vecchia strada attraversava il rio che segna il confine con il comune di Pieve.

Bisogna considerare che la galleria di Bogliasco non c’era (è stata inaugurata nel 1936), così come non c’era il ponte subito dopo e tutta la parte dell’attuale Aurelia che arriva fino all’altro ponte al confine con Pieve. L’unica strada era quella che attraversava il paese e risaliva presso l’attuale parco privato Ceriana.

Il torrente che varca il confine e sfocia nel mare della scogliera di Pontetto si chiama anch’esso Pontetto.

Accanto al passaggio a livello c’è un vecchio lavatoio trasformato in fontana.
Brughe’
Proseguendo verso ponente, prima di raggiungere il Risseu, dove ora ci sono i giardini delle varie ville di fronte al mare, si incontrava il Brughe’. L’origine del nome forse deriva dal termine brughêa (brughiera), probabilmente in passato la zona non era coltivata.
Grazie a Giorgio G. per la segnalazione
Risseu
Sempre nella parte levantina di Bogliasco si trova il Risseu, ossia uno dei terzieri storici di Bogliasco (gli altri due sono il Canné e il Borgo).

Questa località prende il nome dal Rissuolo, ossia il tipico ciottolato genovese costituito da pietre levigate dal mare (come quelli davanti alle chiese, per intenderci) con il quale verosimilmente era pavimentata la strada in epoca antica.

In questa zona sorge il Santuario della Madonna delle Grazie già esistente nel XVII secolo.

In prossimità delle attuali scuole elementari e medie si incontra una stradina che porta a un vicolo parallelo all’Aurelia. Questo era chiamato In cuntra’.
Grazie a Giorgio G. per la segnalazione
Nello specchio di mare antistante al Risseu si disputavano agli inizi del secolo scorso le prime partite di pallanuoto, in uno spazio delimitato da una catena di galleggianti e barche.

Fontana
La Fontana è la località della scogliera del Risseu. Prende il nome da una fonte che si trova nella zona.

Batticanne
Batticanne era la zona dietro la Fontana. Qui si trovava un vecchio mulino detto della Maiassa.
Grazie a Giorgio G. per la segnalazione
San Rocco
San Rocco era la zona circostante l’omonima cappella demolita nel 1916.

Di questa rimangono solo pochi scatti confusi e una rappresentazione in un quadro che si trova nell’Oratorio di Santa Chiara del 1759.

In questo sono raffigurati lungo la strada romana l’Oratorio, la Cappella di San Rocco e la Madonna delle Grazie. La sua ubicazione era sul lato occidentale dell’attuale Piazza Trento e Trieste prospiciente al mare. Nella prima metà del milleottocento, accanto alla cappella, era stato costruito il primo cimitero di Bogliasco (oggi è il piccolo parco giochi sulla terrazza sopra la scogliera).
Santa Chiara
La zona intorno all’Oratorio di Santa Chiara era denominata Santa Chiara. Ne fa parte anche il palazzo del municipio.

Cian
Il Cian era la piana coltivata sopra la strada che univa il Risseu a Santa Chiara.

La spiaggia sotto alla piana del Cian, quella che oggi è meta indiscussa dei surfisti di tutta Genova, era detta Sotta a-o Cian. Lo strapiombo sul mare veniva chiamato Ria Verde.
Ciappaieu
Il Ciappaieu (o Chiappaiuolo) era il nome della suggestiva passeggiata che parte dal ponte romano e arriva sotto al comune.

Grazie ad Antonio R., a Caterina S. e a Luigi R. per la segnalazione
Più o meno a metà del Ciappaieu, tra le case, si incontra il prie de muin. Si tratta dell’attuale Vicolo Mulino, alla fine del quale si può ancora vedere la macina di pietra del vecchio mulino della zona.
Grazie a Giorgio G. per la segnalazione
Borgo
Il Borgo è l’antico centro storico del paese che si sviluppava intorno al Castello sul golfo.

Ne fanno parte il ponte medioevale, i resti dell’ospedale di San Bartolomeno, la Caladda, la Casa da Gianca (una casetta che si trovava sulla spiaggia accanto agli allora bagni Fran, distrutta dai tedeschi nel 1943) e il Vortin (l’ingresso del ponte romano a levante).

Lungo la spiaggia, nella zona della foce, le donne stendevano i panni che lavavano sul torrente Poggio.

Il Borgo è il terziere centrale di Bogliasco (ricordiamo gli altri due terzieri storici: a levante il Risseu e a ponente il Canné).

L’Oióu
L’Oióu è il nome storico della zona sopra l’attuale Aurelia che va da Via Fratelli Ferrari a Via Favaro, ossia dal benzinaio alla scalinata che porta al campeggio e a San Bernardo. Probabilmente il nome deriva da un vecchio frantoio che si trovava lì.
Grazie ai preziosi ricordi della signora Emilia Sessarego
L’Aurelia passava per il Pontetto (il salto dell’uomo, per menzionare il nome originario) e, seguito un tratto dell’attuale via Mazzini, proseguiva lungo il mare sotto la Cappella della Madonna delle Grazie per l’acciottolato del Risseu, quindi dal Chiappaiuolo raggiungeva il ponte romano (o, più correttamente, ponte medioevale) e risaliva lungo la Ginestra (l’attuale via Ammiraglio Bettolo, ossia la passeggiata a mare) fino al Canto (l’odierna stazione ferroviaria). Da lì si arrivava al terziere Canné e al confine con Sant’Ilario (Nervi) chiamato Liggia.
Cassa
La Cassa era una zone ubicata sopra l’attuale Aurelia

Ciappon
Il Ciapun (o Ciappon) era la zona sopra Bogliasco dove ora comincia via Marconi, ossia la strada che porta al cimitero (l’allora Aia Noeva) e prosegue per Poggio Favaro, Iso e San Bernardo (frazioni che fino al 1928 facevano parte del territorio del comune di Pieve Ligure).

Figae
La zona dell’attuale via Figari, la poderosa scalinata che porta alla fine del ponte sull’Aurelia veniva chiamata Figae.

Ponte
Con la copertura del Poggio nella fine degli anni Sessanta del secolo scorso è scomparso O gio do Ponte, la netta curva che faceva via Mazzini nell’attraversare il torrente.

La zona del Ponte era quella circostante che collegava la località Buggi al mare.

Monta
La Monta era la salita che dal Ponte portava al Canto, ossia l’attuale zona che che si trova sotto il ponte della ferrovia vicino alla Croce Verde.

Buggi e Burchi
Seguendo il torrente Poggio (detto anche Buggi) dal Ponte si arrivava alla località Buggi, ossia la zona che fino a qualche anno fa era il fondovalle della discarica. Qui c’era anche un vecchio mulino.

Sempre nel fondovalle, accanto a Buggi si trovava la località Burchi.
Grazie a Giorgio G. per la segnalazione
Puntin
Il Puntin era il piccolo ponte lungo la strada che porta a Sessarego, dove oggi si trova l’edicola della Madonna della Guardia.

Giusterna
La Giusterna, che prende il nome da un’antica e ancora esistente cisterna, era la località attraversata dalla mulattiera che dal paese saliva alla frazione Sessarego.

Locado
Locado era la zona intorno all’attuale galleria dalla parte di ponente.

Canto
Il termine dialettale canto indica un capo di strada, in realtà però il Canto (l’attuale zona intorno alla stazione) si chiamava così già prima che la ferrovia la dividesse dal Canné.

Nel Canto si trovava Villa Avanzini (poi Bombrini), monumento nazionale demolito negli anni Sessanta del 900.

Oggi ne restano un solo tratto di muro perimetrale e l’antico portale.

Nei primi anni del 900 accanto alla stazione si trovava anche la casa dove viveva il musicista russo Alexsander Skrjabin, demolita nel 1916 per permettere il raddoppio della linea ferroviaria.

Essendo il Canto vicino al ponte ferroviario (ricordiamo le incursioni aeree del 17 luglio del 1944 che lo hanno danneggiato e il successivo abbattimento da parte dell’esercito tedesco in ritirata) il secondo conflitto mondiale lo ha colpito pesantemente.

Sottochiesa
La spiaggia sotto la Chiesa della Natività di Maria Santissima nella piazza di Bogliasco ancora oggi è denominata Sottochiesa.

Davanti, sul lato verso ponente, c’è uno scoglio noto con il nome di Cascea.
Ginestra
La Ginestra è la passeggiata a mare, oggi si chiama via Bettolo, un tempo era via della Marina.

Canné
Come più volte ripetuto il Canné è uno dei terzieri storici di Bogliasco insieme al Borgo e al Risseu.

Il nucleo di abitazioni, oggi parzialmente distrutto, rappresentava la parte ricca del paese. Alcune delle ville del Canné sono rimaste a testimoniare gli antichi splendori, altre sono state demolite, altre ancora sono diventate eleganti condomini.

Forse questa la località deve il suo nome alla presenza di canneti o di una canalizzazione d’acqua (esiste ancora oggi vico Canone) oppure al cognome dell’antichissima famiglia dei Canneto, che verosimilmente dimorava in questa zona.
Liggia
La Liggia era la zona di confine tra Nervi e Bogliasco.

Coxola
La Coxola era la zona di via Armanna alta, ossia la strada pedonale che porta a San’Ilario.

Ciappe e Canun
In cima a via Armanna, sul confine con Sant’Ilario, c’è la località Ciappe costituita da un gruppo di case risalenti al 1800. Poco sopra si incontra la località Canun.
Grazie a Rossana B. per la segnalazione

Il punto panoramico prima di raggiungere Canun è chiamata O ciàn da scignôa.
Grazie a Deborah S. per la segnalazione
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Concludo con alcune foto d’epoca che a mio parere non potevano mancare in questa pagina.









Grazie da un vecchio (in tutti i sensi, ahimé) bogliaschino.
Grazie mille Sergio, sono davvero felice che la pagina sia piaciuta.