Luigi Dapueto e Adriana Capurro: le osterie Doe Bocche e del Riêu

La storia che vi sto per raccontate, o meglio, che Pierluigi Dapueto vi racconterà, perché userò le sue parole, è quella di due pievesi da non dimenticare vissuti all’inizio del secolo scorso.

Fine anni Dieci del secolo scorso: la galleria Sori durante i lavori di raddoppio della linea ferrata

Luigi Dapueto e Adriana Capurro erano i nonni di Pierluigi, e grazie al suo ricordo siamo riusciti a salvare un’altra piccola grande storia di Pieve Ligure, anzi due: quella dell’osteria a doe Bocche prima, e quella dell’osteria del Riêu dopo.

Luigi Dapueto

Poi, visto che divagare mi piace, troveremo spazio anche per raccontare qualcosina sugli avi di Pierluigi emigrati in Sud America.

Biografia dei Dapueto tratta dal libro LA SOCIETÀ ARDITA DI MUTUO SOCCORSO Pieve Ligure 1904-2004 di Lucia Ghilardi

Prima di lasciare la parola a Pierluigi mi sembra giusto fare una piccola precisazione sulle foto che vedrete: molte sono prese dal bel libro che consiglio a chi, come me, ama Pieve e le fotografie antiche, Pieve Ligure un secolo di immagini.

Ho lasciato anche le didascalie perché sono molto interessanti.

Mio nonno Luigi Dapueto e mia nonna Adriana Capurro abitavano in località Costigliolo, o come la chiamavano loro Costiggêu.

I 4 nonni di Pierluigi. Da sinistra a destra: Adriana Capurro, Pietro Mezzano, Rosa Montobbio e Luigi Dapueto

Il Costiggêu è quel piccolo agglomerato di case che si trova in fondo a via privata Mezzano. Di questo nucleo fanno parte i civici dal 2 al 5 di via Besso. Al numero 3, ai tempi di Mussolini, c’era la casa del Balilla, dove tutti i sabati venivano riuniti le piccole italiane e i balilla per fare educazione fisica. Al 5 viveva la Furta, che era la levatrice di Pieve. Al 2 abitava Milli sopranominato il veleno, floricoltore abbastanza fuori le righe.

In alto a sinistra, in mezzo agli alberi, il piccolo agglomerato di abitazioni del Costiggêu, dove abitavano i nonni di Pierluigi

L’osteria a doe bucche era in quella casa in curva sulla sinistra andando a Sori, di fronte l’ingresso del castello Cirla.

Da e doe bucche è il nome che usava mio padre, penso per via delle due gallerie del treno che passano sotto la casa dove avevano l’osteria.

In realtà le bocche della galleria sono tre, io tra l’altro credevo che le due bocche fossero i torrenti della zona, ossia il Sapelo e il Besso. Ma forse ai tempi dell’osteria, quindi prima del raddoppio, le bocche della galleria erano due

Negli anni Venti, mi raccontava mio padre che era nato nel 1915, i miei nonni lavoravano tantissimo con gli operai impiegati nel raddoppio della ferrovia e con i vari autisti di passaggio.

Foto del 1917 presa da un altro gran bel libro su Pieve, Antologia Pievese. Rappresenta i lavori di scavo delle gallerie verso Sori. A destra si notano diversi adolescenti.

Nel 1920 mio nonno ha costruito la casa dietro il benzinaio, dove ora c’è La Paranza.

Al piano terra c’era l’osteria, negli altri piani si era trasferita la famiglia. Lì è nata la sorella più piccola di mio padre.

L’ingresso dell’osteria a doe Bocche

Mio nonno lo chiamavano Riêu, penso fosse il suo soprannome.

Un’altra immagine dell’osteria Doe Bocche
Tratto da LA SOCIETÀ ARDITA DI MUTUO SOCCORSO Pieve Ligure 1904-2004 di Lucia Ghilardi

Quando poi mio padre si è sposato nel 1948 l’ultimo piano è diventato il suo appartamento, dove poi nel 1949 sono nato io.

La sorella più grande abitava a Genova e faceva la maglierista e la più piccola ha continuato a vivere con i genitori aiutandoli a mandare avanti l’osteria.

Anche mio padre, pur avendo un altro lavoro, aiutava nei fine settimana.

Pierluigi nel 1955 con suo padre Giovanni davanti all’osteria del Riêu. Sulla destra il campo da bocce e alcuni tavoli.
Fine anni 50: dietro la macchina si vede il cancello che portava al campo da bocce dell’osteria Riêu; sulla sinistra appare qualche tavolo. Il cancello era pressappoco dove oggi comincia la strada senza sbocco che copre il fosso Ponte Legno e conduce alle Case Pastore
Una foto dei primi anni Ottanta, a destra il cartello pubblicitario che indica la trattoria La Paranza, sotto lo stesso scatto ma nei primi anni del Novecento

Morta mia nonna Adriana, l’osteria, ormai diventata ristorante è stata affittata a terzi.

Due foto degli anni Trenta del secolo scorso che mostrano il tratto di Aurelia di fronte all’osteria del Riêu

Il mio bisnonno, padre di mia nonna Adriana, era emigrato in Argentina con un maschio piccolo e aveva lasciato in Italia Adriana, Annamaria, Chiara, Noemi, Speranza.

L’altra villa Capurro, dove si trovava l’ufficio postale. Le due famiglie erano imparentante

Di Speranza so solo che era rimasta vedova con due figlie Bianca e Norma e aveva in Cile, a Santiago, una ditta di taxi.

Chiara si era sposata con Beppi, un migrante di Pieve che lavorava in Cile.

Dopo le nozze Beppi e Chiara erano emigrati in Cile. Durante il viaggio erano passati da Buenos Aires per cercare il fratello di Chiara, emigrato da piccolo col padre, l’avevano trovato, ma non avevano riallacciato rapporti.

Da Buenos Aires, attraversando le Ande, erano ritornati in Cile, dove avevano un emporio. Quando poi Beppi e Chiara erano rientrati in Italia erano passati dal canale di Panama non passando più da Buenos Aires.

Annamaria è nata nel 1885, si è sposata con un pittore decoratore, Giuseppe Cassinelli. Non ha avuto figli e ha vissuto a Genova fino a che, rimasta vedova, è tornata a Pieve.

Noemi è del 1905. Sposò Ferdinando D’Amato, figlio di Gennaro D’Amato, nato nel 1857, pittore quotato del fine Ottocento.

Ferdinando era professore di filosofia, preside in un liceo di Genova. Non ebbero eredi, fu lui che lasciò scritto che alla sua morte la villa di Pieve fosse lasciata al Comune per farne la sede comunale.

E anche per oggi è tutto.

Luigi Dapueto e Adriana Capurro

A presto.

D.

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Pubblicato da lincredibilestoria

Sono nato a Genova nel 1973 e vivo a Pieve Ligure, nel Golfo Paradiso, con mia moglie e i miei due figli. Laureato in Economia Marittima e dei trasporti sono impiegato nel settore del commercio. Appassionato di musica negli anni 90 ho realizzato con due amici il primo sito web dedicato a Lucio Battisti. Il mio romanzo “L’incredibile storia di Marrazzo che non credeva ai fantasmi” (LFA Publusher, 2019) è stato finalista della seconda edizione del concorso “Romanzi in cerca di autore” realizzato da Passione Scrittore con Mondadori Store e Kobo Writing Life. “Frammenti di razionale confusione” (New-Book Edizioni, 2020) ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria del secondo Concorso Letterario New-Book Edizioni. Nel 2020 un mio racconto dal titolo "Vicoli" viene incluso nella collana "Racconti liguri. Vol. 2" (Historica Edizioni EAN: 9788833372013) grazie al concorso indetto dalla Historica Edizioni "Racconti liguri 2020". Il primo volume dell'antologia "Un Natale Horror 2020" (ISBN 9798581288856 - letteraturahorror.it) contiene un mio racconto dal titolo "Alcune distrazioni". Nella raccolta "Corde, delitti e altri misteri" (ISBN ‎ 979-8784705129 - #autorisolidali, dicembre 2021) è incluso un mio racconto dal titolo "La ragazza della cisterna di Ponte Vecchio". "Il racconto di un piccolo cane" appare nell'antologia "Letteratura per il nuovo millennio" (ISBN 978-88-946367-8-9 - QUIA Edizioni, giugno 2022). "Storie di treni, di stazioni e di esplosioni" è inserito nella raccolta della ivvi.it "Scrittori italiani, libro rosso" (settembre 2022). Nel novembre del 2022 la Brè Edizioni pubblica "C'era una volta Lorenzo - Gli ultimi istanti di un uomo sbagliato" (ISBN-13 ‏ : ‎ 979-1259702838), finalista della sesta edizione dell’iniziativa letteraria Fai viaggiare la tua storia, organizzata da Libromania con De Agostini Libri. Dalla collaborazione con il Centro Studi Storie di Jeri, che si occupa di storia locale inerente ai comuni di Bogliasco, Pieve Ligure e Sori, nasce la pubblicazione del saggio "La favola del castello di Pieve Ligure" nel XV Volume dei Quaderni di Storia Locale (Novembre 2023). La giuria del Premio Letterario Internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria ha scelto il racconto "Dall’alba al tramonto" per essere inserito nell’antologia dedicata al centenario calviniano dal titolo Camminando sul sentiero dei nidi di ragno (De Ferrari, EAN 9788855036320, Dicembre 2023). Il 6 luglio 2024 a Trecastagni in provincia di Catania "Andrà tutto bene" è stato premiato come miglior racconto thriller/noir della III Edizione del "Premio Letterario Notte Noir" organizzato da "Charm of Art" e "Thriller NORD" e inserito nell'antologia "Notte noir e non solo". Nel settembre del 2024 il Centro Studi Storie di Jeri pubblica il mio saggio "I corsi d’acqua di Pieve Ligure" nel XVI Volume dei Quaderni di Storia Locale. Il 15 ottobre 2024 la Delos Digital pubblica una raccolta di brevissimi racconti dal titolo "365 racconti gialli, thriller e noir" (ISBN: 9788825429657) che include il mio "La forma dei pensieri". Nel maggio del 2025 la Montag pubblica nella collana Le Fenici "Mondo piccolo, tre racconti di piccoli mondi e di mondi piccoli"' (ISBN: 9788868928704), che contiene: "Piccolo mondo", "Quel bene comune chiamato strada" e "La confessione di Mario T, di professione editore (o presunto tale)".

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